Asado de Tira – Cos’è e come si cucina?

”Nuovo taglio, nuova lezione del tuo personale Maestro Macellaio.”

Ciao, sono Roby, il tuo Maestro Macellaio e anche oggi scopriamo insieme i migliori segreti dei tagli più pregiati e buoni del mondo!
Parliamo dell’Asado de Tira, conosciuto anche come ‘diaframma’ un taglio di carne proveniente dal nostro amatissimo Sud America, in particolare dall’Argentina, qui questa carne viene utilizzata e apprezzata al meglio, scopriamo cos’è e come cucinare questo taglio unico.

Cos’è l’Asado de Tira?

 Asado” significa arrosto, indica appunto il metodo di cottura più utilizzato per questa carne, ”tira” tradotto alla lettera significa ”striscia” riferendosi alla tipologia di carne, ovvero le punte.

Questa carne è il classico taglio che porti al barbecue primaverile o estivo, da cuocere mentre sai a torso nudo e con un birrozzo ghiacciato a farti compagnia.

Caratteristiche del taglio

Non c’è molto da dire, questo è un taglio tanto semplice quanto buono, e per gli argentini amanti della carnazza e rappresenta la classica mangiata di gruppo con mille chili di carne sul fuoco, e sinceramente anche a noi di Fierro Food ricorda le grigliate estive con amici e famiglia, felici e spensierati pensando solo a non cuocere male la carne, che spensieratezza.

grigliata sud america barbecue

Tipica grigliata sudamericana per un paio di amici a base di carne di tutti i tipi, asado de tira compreso.

Come cucinare l’Asado de Tira

Solitamente si taglia a fette la carne e la si fa marinare con misture di salse e spezie varie (negli States vanno pazzi per la marinatura con salsa BBQ e miele, ad esempio) e lo si fa sfrigolare per bene sulla griglia finché non è pronto.

Ma non è tutto, puoi anche stracuocerlo, lasciando intero il pezzo e marinandolo come meglio credi. Dopo questa cottura sprigionerà tutta la sua tenerezza, sarà morbido e succosomamma mia che acquolina solo a scrivere.

 

Dunque, taglio super consigliato per chiunque, non ha un gusto troppo particolare e la cottura con richiede incredibili capacità culinarie. Provalo e non torni più indietro, parola di Maestro Macellaio.

asado de tira

Wagyu il miglior manzo del mondo

Cos’è la Wagyu?

Non tutta la Wagyu è Kobe, ma non per questo non è altrettanto buono e costoso.

Partiamo col dire, per chi non l’abbia già capito, che il wagyu è il miglior manzo del mondo. Detto questo, continuiamo con una semplice definizione da Wikipedia, Wagyu (和牛 Wagyū, dal giapponese “wa”: Giappone, e “gyū”: bue) letteralmente ”Bue del Giappone”, sta ad indicare la specifica razza giapponese del loro rinomatissimo e incredibilmente buono manzo.

La Wagyu, a differenza della Kobe, rimane tale anche se non è Made In Japan, questo perché la Wagyu, come detto poco fa è semplicemente la razza del manzo che acquisisce caratteristiche diverse a seconda di dove viene allevata nel mondo. Una delle nostre varianti preferite è quella australiana, ma anche quella americana non scherza.

Caratteristiche del manzo Wagyu

La marezzatura di questi tagli è davvero stellare e incredibile, il gusto è prelibato unico incredibile impressionante.
Questa carnazza non scherza, la Wagyu costa l’ira di dio e non solo al cliente finale, ma anche a chi la vende e addirittura a chi la produce, questo perché la qualità del manzo è eccelsa.

Per questo motivo la Wagyu è difficile da trovare in posti ”convenzionali”, noi per fortuna siamo tutto fuorché convenzionali, e per questo da noi puoi trovare a rotazione ben sei tipi diversi di Wagyu, queste differenze dipendono dalla provenienza e dalla tipologia di taglio.

Non avere paura di spendere tanto per mangiare bene, la qualità non fa sconti e ti assicuriamo che una bistecca di questo livello non vale un quinto delle bistecchine di chi ti vende i pacchi, eheh.

''In pratica puoi farti una cenetta incredibile ogni mese provando tutti i tipi di Wagyu esistenti, andando sempre a fare rifornimento da Fierro Food.''
ceo fierro food maestro macellaio
Roberto Fierro
Maestro Macellaio
carne wagyu

Entraña: i 3 motivi per cui devi provarla!

Ciao Carnivoro, e benvenuto nel nuovo ”I consigli di Roby”, rubrica settimanale nella quale il tuo Maestro Macellaio ti insegna tutto quello che devi sapere per essere la persona più interessante in ogni grigliata. Oggi ti mostro i 3 motivi per cui devi provare l’entraña.

1. Il gusto nuovo e unico

L’entraña è il diaframma del manzo quindi non ha la stessa consistenza di un taglio più ”comune”, quando la si taglia si possono notare le fibre che la compongono e che donano al pezzo una consistenza unica. Il sapore è intenso e sanguigno, molto forte, molto buono.

2. Lo spirito sudamericano

In Argentina, Uruguay e USA l’entraña non è un semplice pezzo di carne, ma una vera e propria religione. Viene apprezzata a tutto tondo da moltissimo tempo, e seguendo la loro passione, ci siamo lasciati guidare, decretando (dopo diverse prove e assaggi) il diaframma Americano come il migliore in circolazione, dunque ci vantiamo a mani bassissime di avere una delle migliori entraña che tu possa trovare.

Provaci, ti sfidiamo a trovarne una migliore di questa.

3. Puoi gustare l’entraña in mille modi

Normalmente la si mangia con una cottura media, per permetterle di ammorbidirsi e di far espandere bene il sapore in tutto il pezzo. A noi il gusto sanguigno che l’entraña lascia in bocca piace tanto, e consigliamo una cottura non troppo media, più tendente al sangue, ma i gusti son gusti quindi fai un po’ come ti pare.

Qui forse entriamo in un campo minato pericolosissimo. Sì perché la cottura della nostra cara Entraña genera più botte da orbi della diatriba siciliana del ‘‘arancinO o arancinA?”, c’è chi dice che va lasciata rosata al centro perché così si mantiene di più il sapore sanguigno, chi dice che invece vada cotta bene perché altrimenti la consistenza non è bella. Per noi potete fare un po’ come c*zzo vi pare, basta che non vi neghiate lo sfizio di provare questo taglio assurdo, però entriamo subito nel dettaglio.

La cottura lunga

È quella più utilizzata, come detto poco fa, molti pensano che così il taglio non rimane troppo gommoso e sia più buono da mangiare. Legittimo? Ni, dato che il taglio rimane gommoso solo e soltanto se l’Entraña è di una qualità non eccelsa (a differenza di quella che trovi da Fierro Food eheh) , però con molta umiltà, ammettiamo che una cottura simile ci può stare se il taglio è più spesso e da usare per delle Fajitas o altro di simile.

La cottura ”veloce”

È  la nostra preferita, perché appunto si mantiene un sapore sanguigno, la consistenza del pezzo rimane comunque bella fibrosa (perché ricordiamo che l’Entraña è un muscolo). Una passata veloce in padella, un po’ di riposo avvolta da della stagnola, e via nel piatto a godersi il gusto deciso di questa bomba carnivora, gnam.

Passiamo a quella che i filosofi chiamano ”la pellicina”, l’Entraña ha una membrana che l’avvolge. Questa pellicina ha generato, come la cottura, molto dibattito, perché c’è chi dice che va tenuta dato che aiuta a trattenere meglio i succhi della carne, chi dice che non va tenuta perché sì, e chi dice che va tenuta solo in cottura, e rimossa dopo (anche se non è molto facile ecco).
Bene, dopo aver concluso questa epopea dedicata alla deliziosa Entraña, vieni da noi e assaggiala, così potrai capire di che stiamo parlando.

entrana o diaframma

Cucinare il manzo di Kobe in 4 step

Ciao carnivoro, sono Roby, il tuo maestro macellaio di fiducia, e oggi ti farò scoprire tutti i segreti del manzo di kobe, la carne migliore del mondo, capirai come cuocere la carne da 500€ al kg senza errori e senza paura. Dopo questa doverosa presentazione, ecco qui i 4 step essenziali per godersela al meglio.

1: Compra il nostro manzo di Kobe

Altissima qualità, con tanto di certificato di autenticità. Insomma, sai che siamo i migliori macellai e te lo dimostriamo ogni singolo giorno.

2: Tienila al fresco

Sì, la Kobe è un burro e va trattata con estrema cura. Per questo ti obblighiamo (esatto, obblighiamo) a non distruggerla mentre torni a casa. Dunque cerca di non farle prendere botte di calore prima della cottura, perché la carne potrebbe perdere qualità e consistenza.

3: Cucinare il manzo giapponese

Piastra ultra bollente, mani leste e acquolina in bocca. Così si cuoce il manzo di Kobe. Una cottura troppo lunga fa sciogliere eccessivamente il grasso e può lasciare un sapore di bruciato, scottare la carne è il segreto essenziale per dare al taglio un buon sapore, facendo sì che i lati della bistecca diventino dorati lasciando la bistecca succosa e tenera dentro ma croccante fuori.

4: Scegli il contorno giusto

Niente di complesso, consigliamo verdure senza sapori forti, tagliate sottili e servite accanto alla carne. In oltre se vuoi osare un po’ di più, intingi il pezzo di carne nella salsa di soia prima di mangiarla, goduria assicurata.

Bene, ora  che sai come non rovinare quest’opera d’arte di carne e sai anche dove trovarla, avrai la stoffa di provarla?

Buon appetito, carnivoro.

''Le cose per saperle fare bene bisogna impararle bene.''
ceo fierro food maestro macellaio
Roberto Fierro
Maestro Macellaio
cucinare kobe

Cos’è la frollatura dry age della carne?

I tagli Dry Age sono un modo nuovo di gustare i migliori tagli del mondo, donando loro un gusto deciso, nuovo e particolare. Sicuramente non è una cosa per tutti, ma chi pensa di potersi godere un’esperienza simile, deve provare assolutamente la nostra carne Dry Age.

Qualcosa di nuvo

Da sempre si cerca la novità, l’innovazione, tutto per il fascino e l’emozione di provare qualcosa di nuovo.
Nel mondo della carne, gli esempi sono molti: possiamo provare carni da tutto il mondo, viaggiando attraverso nuovi sapori o tagli pregiati; possiamo provare nuovi metodi innovativi di cottura o degustazione, oppure si possono scoprire nuovi metodi di frollatura della carne.

Ed è di questo che oggi parleremo, perché vi faremo scoprire e innamorare della frollatura Dry Age, un metodo incredibile per la stagionatura della carne che dona al taglio un nuovo sapore e nuove caratteristiche.
Da Fierro Food, avrai sicuramente notato i nostri giganteschi caveau delle costate, dei colossi che, oltre ad essere dei perfetti ed eleganti espositori per i nostri pregiati tagli, sono anche un esempio della più moderna tecnologia per la frollatura della carne

Come funziona la frollatura?

Una volta inserito nel caveau il taglio di carne, comincia la sua trasformazione: viene sottoposto ad un trattamento a base di ossigeno puro con riciclo continuo dell’aria e temperatura costantemente controllata e regolata dal computer centrale che gestisce i nostri gioielli per la frollatura.
La frollatura è ovviamente un processo che richiede tempo, passiamo da un minimo di circa 10 giorni, fino anche oltre i 100 giorni, ovviamente più il taglio stagiona, più il sapore è intenso.

Cosa succede alla carne nel processo dry age?

La frollatura modifica in maniera molto brusca l’aspetto della carne, agli occhi di una persona che questo articolo non l’ha letto, il processo sembra un imbruttimento fine a sé stesso, perché la carne diventa più scura e tecnicamente meno appetitosa per gli occhi.

Ma lasciaci spiegare perché questo processo avviene.
La stagionatura della carne è, come dicevamo prima, un insieme di processi che portano la carne ad avere un aspetto e un sapore diverso, nello specifico le molecole che compongono la muscolatura del taglio si assottigliano anche fino a scomparire del tutto, lasciando però intatta la vera carne e il pregiato grasso.

La carne scura che si vede esternamente diventa quindi una vera e propria corazza protettiva contro l’esterno, che permette al cuore della costata di acquisire l’aroma e le proprietà della frollatura, rimanendo protetto da qualsiasi processo o infiltrazione.

Una volta scelto il taglio dal cliente, questo viene prima tagliato a seconda della quantità desiderata, e poi meticolosamente pulito dai nostri macellai, permettendoti di assaporare la frollatura Dry Age nella maniera migliore.

Carne di qualità – Cosa significa davvero?

Cosa significa davvero carne di qualità? Impara i segreti dei migliori tagli del mondo grazie ai maestri macellai di Fierro Food!

carne di qualità
Tipici manzi al pascolo

Mangiare e basta è riduttivo, e chi è cliente di Fierro Food lo sa più che bene.
Quando parliamo di carne di qualità non parliamo solo del sapore, ma anche della storia che ti raccontiamo, di ciò che non si vede.

La nostra forza non è il manzo in sé e per sé, ma è quello che Roberto, Artur, Franca e Paloma ti raccontano al bancone, mentre affettano il taglio che hai scelto. Ti raccontiamo della cura con cui l’animale è stato allevato, della sua alimentazione sana e naturale e del taglio in ogni processo che lo porta fino alla tua tavola, è così che davvero apprezzi e dai valore a ciò che compri.

”Compra la mia bistecca perché è buona”, non vale più nulla come affermazione, è implicito e ovvio che il prodotto sia di qualità, chi mai venderebbe qualcosa chiamandolo ”mediocre”? Esatto, nessuno.

''La storia dietro ad ogni taglio è ciò che lo rende prima interessante, e poi buono da mangiare.''
ceo fierro food maestro macellaio
Roberto Fierro
Maestro Macellaio

Dire che vendiamo carne di qualità è riduttivo, noi ci battiamo per un mercato etico, che rispetta l’animale, l’ambiente e il cliente. Per questo scegliamo solo i migliori allevamenti del mondo, che ci donano carni pregiate, frutto dell’amore e la passione per la buona carne.

Leggi anche ”La regola della mucca felice

Allevamenti intensivi – Tutto quello che devi sapere

Sai cosa sono gli allevamenti intensivi?

Oggi quanto è comune mangiarsi una bistecca? Vai al supermercato, scegli un taglio avvolto in plastica e polistirolo, 4,50€ alla cassa e via a casa.
Ma sai cosa c’è dietro quel pezzo di carne?

Scopriamolo insieme.

allevamento estensivo

Cosa sono gli allevamenti intensivi?

Gli allevamenti intensivi sono uno dei principali e peggiori problemi degli ultimi vent’anni’‘ ci dice Roberto Fierro, maestro macellaio di Fierro Food; ‘Sono un business eticamente scorretto, focalizzato solo e unicamente al profitto, senza alcun tipo di riguardo per la salute dei consumatori. Gli animali sono stipati in capannoni, vivono senza mai vedere la luce del sole e senza godersi il libero pascolo, imbottiti di antibiotici e alimentati a forza.”

Non parliamo di teorie complottistiche o di assurde supposizioni, gli allevamenti intensivi esistono eccome, e i danni che provocano sono conclamati da tempo ormai.
Ma allora perché qualcuno si ostina ad ignorare o addirittura a negare il problema?

Ad oggi sappiamo che gli allevamenti di tipo intensivo sono la causa diretta di circa il 13% dell’inquinamento globale annuo; sappiamo anche che gli animali sono trattati in maniera disumana, e il fatto che vengono imbottiti di antibiotici causa un danno a noi consumatori nel lungo periodo, questo perché mangiando il prodotto di un allevamento intensivo, diventiamo più resistenti agli antibiotici, favorendo lo sviluppo di nuovi patogeni che nasceranno direttamente con resistenze ai farmaci odierni, rendendoci dunque molto più vulnerabili.

Come risolviamo il problema?

La carne è un bene pregiato, non bisogna abusarne, e anzi bisognerebbe razionarne sensibilmente il consumo settimanale” Roberto ha molto a cuore la questione degli allevamenti etici, che rispettano animali, consumatore e ambiente. Cambiare i propri regimi alimentari è facile, e porta solo benefici.

Tanti piccoli passi conducono a grandi traguardi, se tutti comprassimo meno carne, ma più di alta qualità e proveniente da allevamenti estensivi, dove gli animali pascolano liberi e vengono allevati in maniera corretta, vedremmo subito dei risultati, soprattutto riguardanti la nostra qualità di vita, e l’inquinamento creato.


Dunque non è troppo tardi per cambiare le cose, basta volerlo, e basta consumare carne responsabilmente.